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Copiando la rubrica di Marco anch’io parlo di un posto dove sono stato recentemente a mangiare: l’Agriturismo Filos a Monzambano. Buono il rapporto qualità/prezzo.

La signora che ci ha servito, con pazienza ci ha elencato di volta in volta le portate che potevamo scegliere.

Non banali gli antipasti (da segnalare il crostino con patè di fegato d’oca, la frittatina e la torta salata).

I primi che si potevano ordinare erano numerosi: alla fine abbiamo optato per un “bis”, tagliatelle con ragù d’anitra e gigli con speck e zucchine.

Anche per il secondo un bis: stracotto d’asino e tagliata di manzo veramente squisita con contorno di verdura cruda e cotta oltre alle immancabili patatine fritte.

Per concludere in bellezza, un tris di dolci scelti da un elenco piuttosto lungo. Il tutto a poco più di 20 euro a testa, vino rosso buono e acqua compresi.

Bello anche l’ambiente che potete vedere qui sotto.

Ho visto ieri la prima puntata di questa nuova serie iniziata giovedì 11 ottobre su Fox Crime. Dexter è un poliziotto della scientifica di Miami che però di notte diventa un serial killer.

Questa trama, ripresa dal romanzo “La mano sinistra di Dio”, dà alla serie un che di grottesco, accentuato dalle musiche e dalle atmosfere latino americane che si susseguono a ricordare la folta presenza cubana nella citta di Miami.

L’inizio sembra un pò noioso, poi piano a piano che si impara a conoscere Dexter capisci che parte del telefilm è incentrato sulla mente del serial killer, sul disturbo mentale di questo poliziotto che già da bambino scopre di avere una rabbia da sfogare sugli animali (prima) e sulle persone (poi). Per fortuna il patrigno capisce il suo disagio e lo aiuta a incanalare questa rabbia assurda in un modo un pò più “giusto”, sollecitandolo a uccidere persone cattive che la polizia non riesce ad arrestare.

E’ allora a questo punto che il telefilm comincia ad affascinare, perchè la trama può prendere innumerevoli direzioni con l’intento a spiazzare chi guarda.

Non dico altro perchè rischierei di aggiungere troppi particolari, che invece è meglio cogliere di persona seguendo la serie.

Sono curioso di vedere le prossime puntate…

Prima di addentrarmi in questo discorso riporto in sintesi la teoria dei sei gradi di separazione (ripresa da un film e anche da una serie televisiva, “Six degrees”):

 Sei gradi di separazione è un’ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Tale teoria è stata proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy in un racconto breve intitolato Catene.

Adesso che avete ben capito di cosa si parla, vi faccio una domanda che mi è venuta in mente osservando il fatto che quasi in ogni blog ci sono i cosiddetti blogroll, collegamenti a blog di conoscenti.

Ipotizzando un futuro in cui ognuno di noi avrà un blog, non è che sarà possibile dimostrare con la nostra diretta esperienza la veridicità di questa teoria?

Nella seduta del 3 ottobre il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato il progetto di legge n° 190 che prevede il “Mutamento della denominazione del Comune di Lonato, in Provincia di Brescia, in quella di Lonato del Garda”.

E’ concluso quindi l’iter avviato l’anno scorso per il cambiamento di nome. Di seguito le motivazioni di chi ha stilato il provvedimento:

RELAZIONE ILLUSTRATIVA 

Il Comune di Lonato ha un’estensione territoriale di 70,55 Kmq e confina con alcuni Comuni che si affacciano sul lago di Garda, come il Comune di Padenghe e il Comune di Desenzano del Garda, oltre ad avere una sponda sul medesimo lago.

Il breve tratto di spiaggia è compreso tra il monte Corno di Desenzano e la punta di Manerba che, come risulta dalla relazione tecnica allegata alla delibera del Consiglio comunale, sono situati in uno dei punti migliori del Garda.

Il tratto di spiaggia è stato frequentato negli ultimi anni da molti turisti.

L’affluenza è resa possibile dalla facilità di accesso che l’area presenta, essendo servita in lato su-ovest dalla strada provinciale del “VO” (SP 572) che collega i centri di Desenzano del Garda e Salò.

Da Lonato l’area sopra descritta è facilmente raggiungibile sul breve e comodo percorso di circa 3,5 Km dalla strada comunale di Maguzzano che interseca la S.P. n. 11 e che accoglie i villeggianti provenienti da Milano, Mantova, Verona e Cremona.

Il Comune di Lonato ha da tempo deciso di “puntare” su questo tratto di spiaggia, approvando nell’anno 2003 un progetto per la realizzazione di un centro balneare.

E’ in programma, inoltre, un intervento di riqualificazione per la valorizzazione della spiaggia.

In sintesi, le motivazioni addotte dal Comune di Lonato, per procedere al mutamento della denominazione, si fondano sulla volontà di valorizzare al meglio la vocazione turistico – commerciale del territorio lonatese, con possibili ricadute positive per l’amministrazione comunale e per la cittadinanza

Mercoledì prossimo al Circolo Fraglia Vela di Desenzano alle ore 20,30 sarà presente per una conferenza l’allenatore del Brescia Serse Cosmi.

Questa la notizia ripresa direttamente dal sito della Fraglia Vela.

Nuovo importante appuntamento per gli amici della Fraglia Vela Desenzano mercoledì 10 ottobre alle ore 20,30 presso la sede del Circolo
“L’uomo del fiume” ovvero l’allenatore del Brescia Serse Cosmi sarà ospite del sodalizio velico desenzanese per il secondo appuntamento del mese di ottobre degli ormai classici “Mercoledì della Fraglia”. Un altro stimolante incontro per conoscere più da vicino un personaggio che è a tutti gli effetti un vero personaggio. Serse Cosmi è partito da lontano, la sua strada è sempre andata in salita, ma è solo sulle salite che studi, soffri, piangi e incontri la vita. Questa è la storia di un uomo che si è fatto da solo usando armi come sensibilità e intelligenza, genuinità e coerenza, rispetto dei valori e delle persone, lavoro e tenacia. Cosmi oggi è un personaggio famoso, allena in serie A ma è rimasto se stesso, e questa è l’impresa più difficile. Lui è sempre il figlio di Antonio detto “Pajetta”, il fiumarolo del Tevere. E’ sempre la mascotte della Pontevecchio, il bambino che fabbricava striscioni e bandiere per tifare Perugia. E’ il maestro di attività motorie nelle scuole elementari e l’istruttore di nuoto. E’ l’accompagnatore di ragazzini nei centri estivi e il “personal trainer” in palestra. Dei suoi vecchi mestieri dice: “Ho ancora tutto dentro, sono fatto a strati che si sono sovrapposti e sedimentati”. Serse Cosmi è l’emblema di un calcio diverso, più vicino al cuore che ai soldi, fatto di quella passione forte che lui ha conosciuto e imposto come allenatore nel Torneo dei bar, nei campionati giovanili e dei dilettanti della Pontevecchio fino ai professionisti dell’Arezzo. Con la passione e la determinazione ha vinto tanto, ricetta che funziona anche in serie A. Lo accompagnano ancora le cose imparate su quel campo polveroso in riva al Tevere dove è cresciuto e diventato uomo, dove ha affondato le radici del suo successo. Serse Cosmi è nato a Ponte San Giovanni il 5 maggio 1958. Laureato all’Isef di Perugia, ha iniziato la carriera di allenatore nel settore giovanile della Ponte San Giovanni e dell’Ellera. Dal 1990 al 1995 ha allenato la Pontevecchio portandola dalla Prima Categoria al Campionato Nazionale Dilettanti. Dal 1995 al 2000, con due promozioni, ha riportato l’Arezzo in C1. Ha guidato il Perugia per quattro stagioni in serie A. Ha vinto il Seminatore d’argento nel 1998 e la Panchina d’argento nel 2000. Alla guida del Genoa lo porta in serie B.
Nell’estate 2005 firma un contratto con l’Udinese, che porta alla prima partecipazione alla Champions League 2005-2006. Dopo un anno di assenza dal palcoscenico del calcio italiano, Serse Cosmi viene richiamato dal presidente del Brescia Gino Corioni, che gli affida la panchina delle Rondinelle fino alla fine della stagione. Il 2 giugno 2007, Serse Cosmi ha firmato un contratto di due anni che lo legherà ancora al Brescia. Questo l’allenatore, il personaggio, il grande uomo di sport che generosamente ha accettato l’invito della Fraglia Vela Desenzano per un confronto terra – acqua che riserverà senz’altro piacevolissime sorprese. La serata è aperta a tutti. 

E’ iniziata giovedì scorso su Discovery Channel (canale 401 di Sky) una interessante serie di documentari che  fa il giro del mondo degli ultrà .

La prima puntata ha descritto le frange più agitate del tifo inglese (l’ho registrata ma non  l’ho ancora vista), le prossime descriveranno gli ultras in Scozia,Argentina, Russia, Brasile, Polonia, Olanda, Turchia e, dulcis in fundo, in Italia (6 dicembre).

La puntata “italiana” prevede un’intervista anche agli ultras del Brescia.

Ritengo che questi documentari possono essere utili per comprendere meglio, dal punto di vista sociale, un mondo che non sempre è descritto correttamente dai mass-media.

E’ da un pò che non parlo delle mie corse, ma non perchè ho smesso di allenarmi, anzi. Come già detto nell’ultimo post a riguardo ho iniziato a metà agosto una lunga fase di allenamento per essere in forma alla Maratonina 5 Castelli di Bedizzole del prossimo 14 ottobre. Nel frattempo nel mese di settembre ho corso prevalentemente nel circuito UMV Marciare (in successione a Cisano di Bardolino, Pacengo di Lazise, Castelnuovo Veronese , Villafranca di Verona), mentre domenica scorsa sono tornato a correre una gara dell’Hinterland Gardesano a Picedo di Polpenazze.

Una volta fatta la 5 Castelli vi svelo la tabella che ho seguito (durata della preparazione 8 settimane), magari vi interessa.