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Archive for the ‘Viaggi’ Category

Capodanno mancato a Torino

Io e mia moglie abbiamo trascorso gli ultimi giorni dell’anno a Torino. Sono stati due giorni piacevoli anche se avevamo programmato di restare fino al giorno di capodanno.

Purtroppo il settimo operaio coinvolto nel rogo della Thyssen Group è deceduto il 30 dicembre; i festeggiamenti di Capodanno sono stati quindi annullati per il lutto che ha colpito nuovamente il capoluogo piemontese. Per il 2008 speriamo di non assistere più a tragedie come questa.

Fatta questa premessa doverosa, torno a parlare di cose più frivole, quindi del nostro viaggio a Torino, città in cui non ero mai stato nonostante non sia troppo lontana.

Partenza da Lonato  verso Torino sabato 29 dicembre percorrendo l’Autostrada A21. Troviamo nebbia tra Manerbio e Caorso, poi per fortuna ritorna il sole. Giunti a Torino dopo tre ore di viaggio notiamo la meravigliosa cornice delle alpi innevate che circondano a ovest la città.

Alle 17,00 arriviamo all’albergo che abbiamo scelto, l’Art Hotel Boston. Purtroppo si verifica subito un problema a cui non avevamo pensato: l’autorimessa dell’hotel, oltre ad essere a pagamento, è piena. Dobbiamo lasciare la macchina in strada, dove comunque siamo obbligati a pagare il parchimetro (è così praticamente per tutta la città di Torino, con tariffe diverse a seconda della zona). Fortunatamente dalle 19,30 fino alle 8,00 del 31 dicembre il parcheggio è gratuito.

Cortesemente, come previsto dal pacchetto prenotato, l’addetto della reception ci consegna le nostre Torino + Piemonte Card, utili per viaggiare gratis sui mezzi pubblici (metro esclusa) ed entrare gratuitamente in tutti i musei di Torino.

Purtroppo, diversamente da quanto annunciato sul sito internet dell’hotel, non ci vengono dati né l’aperitivo di benvenuto né lo champagne. Poco male, noi non abbiamo reclamato per questo, però non mi sembra giusto pubblicizzare un’iniziativa senza mantenere quanto promesso.

In ogni caso il personale dell’albergo si è dimostrato sempre cortese e disponibile, cercando di soddisfare le nostre esigenze (in particolare quando,una volta saputo dell’annullamento dei festeggiamenti, abbiamo richiesto di liberare la stanza un giorno prima).

Poi usciamo e scattiamo alcune foto della città in notturna.

Ci dirigiamo in Piazza Solferino dove è presente il principale ufficio informazioni turistiche.

Nonostante il nostro arrivo pochi minuti prima della chiusura, l’impiegata è molto gentile e prodiga di consigli.

Qui per 10 euro acquistiamo il Choco-Pass, che però si rivela una grossa delusione.

In pratica il Choco-Pass è un carnet che permette di fare un tour di una dozzina di caffè di Torino (perlopiù importanti caffè storici) e di degustare le loro specialità al cioccolato (praline, gianduiotti, cioccolata calda). Un paio sono sicuramente chiusi, come ci aveva preannunciato l’impiegata dell’Ufficio Turistico; scopriamo  però che anche altri due caffè sono chiusi (Divizia e Gertosio) nonostante l’orario che ci viene fornito indica che dovrebbero essere aperti. Inoltre la città è troppo grande e diventa un’impresa spostarsi per sfruttare il Choco-Pass (tra l’altro, come abbiamo visto, senza la garanzia che i caffè siano aperti). Concludo questa descrizione negativa segnalando la scarsa cortesia al Caffè Torino dove veniamo trattati con sufficienza e ci vengono dati due gianduiotti il cui sapore non sembra migliore di quelli del supermercato. Va meglio al Caffè Platti e al Peyrano, dove le praline sono buone ed almeno il personale è gentile. Quando però scopriamo che anche il Gertosio è chiuso decidiamo di chiudere definitivamente l’esperienza del Choco-Pass.
Peccato, l’idea di girare i caffè storici di Torino assaggiando cioccolata sembrava buona. Forse il periodo di festa non era l’ideale per questa iniziativa , ma secondo me è stata la dimostrazione di un certo “scollamento” tra l’impegno degli uffici turistici e il menefreghismo di alcuni operatori economici.
La prova l’ho avuta quando abbiamo scoperto che il Museo Egizio e la Galleria Sabauda sarebbero state chiuse nei giorni 31 dicembre e 1 gennaio.

Passi per Capodanno, ma risulta incomprensibile la decisione di chiudere a San Silvestro. Ma come ?! Ci si lamenta che la gente non va ai musei e quando avrebbe tempo per farlo (nelle vacanze ovviamente) vengono chiusi. Ma per piacere !

Il risultato è una coda pazzesca la mattina di domenica per entrare a questi musei.
Disponendo della Torino Card chiediamo di poter entrare ugualmente (in pratica il biglietto è già pagato, perchè con la card l’ingresso è gratuito), ma niente da fare. Per una stupida regola dobbiamo fare i biglietti. Stessa sorte, incredibilmente, tocca ad una ragazza che accompagna la sorella disabile. 

Così rinunciamo momentaneamente e decidiamo di andare sulla Mole Antonelliana, che ospita anche il Museo del Cinema.
Quest’ultimo è una piacevole sorpresa. Meno pubblicizzato di altri musei combina sapientemente la parte divertente alla parte culturale, oltre a trovarsi in un posto scenograficamente eccezionale.

Dopo una passeggiata sul Po (dove volevamo prendere il battello per fare un giro; anche qui niente da fare, “servizio sospeso per motivi tecnico-ambientali”.Scriverlo su Internet pareva brutto?), torniamo al Museo Egizio, dove per fortuna la coda è diminuita. Però la Galleria Sabauda ha chiuso alle 14,00 (?!) e non possiamo visitarla.

Il museo, come previsto, è molto interessante. Dopo aver mangiato torniamo all’albergo, dove arriviamo stanchi.

Come detto, la mattina dopo apprendiamo della decisione di annullare i festeggiamenti di Capodanno a Torino. Decidiamo di fare i bagagli e lasciare Torino, ma non prima di aver visto la basilica di Superga, dove la vista su Torino è stupenda.

Facciamo visita alla lapide che ricorda la tragedia del Grande Torino e poi torniamo a casa, contenti e un pò delusi allo stesso tempo.

Per la cronaca: il Capodanno l’abbiamo festeggiato a Verona…

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I castelli della Baviera

Buona vacanza quella che ho fatto in Germania dal 13 al 16 agosto. Tempo bello quasi sempre, alloggio confortevole in un periodo in cui è molto difficile trovare posto all’ultimo momento, paesaggi meravigliosi e rilassanti.

Abbiamo alloggiato a Fussen (bella cittadina vicinissima al confine con l’Austria che si trova sul fiume Lech nella regione dell’Algovia, ) al Bed Breakfast della famiglia Jorde . La signora Marianne Jorde conosce bene l’inglese e quindi è stato più semplice comunicare.

La signora ci ha chiesto i soldi il primo giorno (eravamo in 6 con tre stanze a disposizione, costo per il pernottamento 25 euro a testa), e poi contando sulla nostra fiducia se ne è andata in vacanza lasciandoci da soli fino al 16 agosto.

Questo il racconto di viaggio.

Lunedì 13 agosto
Partenza alle ore 7,00 da Lonato con mia moglie, mio cognato con sua moglie e i suoi suoceri. Arriviamo con calma a Seefeld in Tirol (Austria), bella cittadina nelle vicinanze di Innsbruck che assomiglia un pò a Madonna di Campiglio. Mangiamo come bufali in una Stube vicino alla chiesa centrale (stinco di maiale gigante con crauti, canederlo e patatine fritte alla modica cifra di 14 euro; da bere ovviamente birra, che da queste parti costa anche meno dell’acqua).

Chiesa a Seefeld in Tirol

Poi si riparte alla volta di Fussen, dove come detto alloggiamo da Jorde (qualche piccola difficoltà a trovare il B&B, un pò troppo fuori dal centro che visitiamo in serata andandoci con l’auto). Alla sera evitiamo di abbuffarci nuovamente di cibarie austro-tedesche: andiamo in un ristorante-pizzeria italiano (non sono pochi in questa zona). Noto con piacere che Fussen è molto ricca di ristoranti e bar dove fare colazione.

Martedì 14 agosto
E’ il giorno clou della nostra vacanza. Andiamo a visitare i castelli di HoheSchwangau e di Neuschwastein. I biglietti, per evitare la coda, li avevo già prenotati via internet con un costo aggiuntivo di € 3,60 a testa (totale € 20,60). Saggia idea perchè la coda al ticket center è veramente lunga e ci porterebbe via mezza giornata. Il castello di Hoheschwangau è un assaggio prima di visitare il fiabesco castello di Neuschwastein, edifici fatti costruire da Re Ludwig, controverso personaggio la cui morte rimane ancora adesso un mistero.

Castello di HoheSchwangau

Dopo la visita ai castelli (bellissima la vista del castello di Neushwastein dal ponte Marienbrucke), facciamo una sosta per mangiarci uno strudel con gelato alla vaniglia.
Poi direzione verso la vicina Schwangau per un momento di relax al lago Forgensee.
Alla sera altra mangiata innaffiata da birra alla Krone Gasthof in centro a Fussen.

Castello di Neushwastein

Mercoledì 15 agosto
A ferragosto ci dividiamo; io e mia moglie giro panoramico con meta principale il castello di Linderhof, gli altri a Monaco di Baviera.

Alla mattina visita immediata alla WiesKirche, vicino a Steingaden. E’ nuvoloso ma poi esce un sole caldo a far da cornice ad una bella giornata.

Poi direzione Oberammergau, la città dalle case dipinte. La più famosa è la PilatusHaus, che è anche centro dell’artigianato. Essendo Ferragosto mi assicuro all’Ufficio Turistico che il castello di Lindherof sia aperto; risposta positiva, si va.

PilatusHaus - Oberammergau

Linderhof non è un vero castello, è piuttosto la villa reale di Re Ludwig. Durante la visita guidata apprendo ulteriori informazioni su quanto fosse strano questo personaggio.

Castello di Linderhof 

Purtroppo gli italiani hanno combinato un danno al Castello di Linderhof: durante le riprese del film “Ludwig” di Luchino Visconti, uno specchio in cristallo di Boemia si è crepato per l’uso di un riflettore troppo potente che non è più stato sostituito per non rischiare di peggiorare la situazione.

Finita la visita al Castello e al bellissimo parco circostante, ci rilassiamo con un strudel in un bar davanti al PlanSee, bel lago che mi ha ricordato il nostro Lago di Molveno.

Giovedì 16 Agosto
Al mattino partenza per casa. Lasciamo sul tavolo della sig.ra Jorde le chiavi delle stanze e partiamo verso Innsbruck, dove ci fermiamo per mangiare (ad una festa in piazza, una specie di festa del pesce)  e per una breve sosta al centro storico. Qui incappiamo in una buffa situazione: davanti al tettuccio d’oro, il famoso Goldenes Dachl ci sono numerosi gruppi di persone, perlopiù italiane, che “grattano” il pavè. Una ragazza spiega che c’è stato un matrimonio a seguito del quale, invece di riso, sono stati lanciati piccoli preziosi cristalli di Swarowsky. Ne raccogliamo qualcuno anche noi  e dopo qualche foto torniamo verso casa. Altra breve sosta a Bolzano e poi arrivo definitivo in serata.

Tetto d'oro - Innsbruck

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Di ritorno da Rodi

Eccomi qua di ritorno abbronzato e riposato. Ho parecchie cose da dire su questo viaggio, quindi lo farò a spezzoni.

E’ stato il mio secondo viaggio in Grecia (la prima volta a Santorini, cinque anni fa); sono soddisfatto di come è andata, ma desidero subito precisare che se siete interessati ad andare a Rodi dovete mettervi nell’ordine delle idee di girare un pò sull’isola, altrimenti rischiereste di rimanere delusi.

Io e mia moglie l’abbiamo fatto utilizzando i mezzi pubblici (molto economici ma abbastanza efficienti) e noleggiando per due giorni uno scooter. In un’occasione abbiamo optato per la gita alla bella isola di Symi (di cui parlerò più ampiamente in un altro post) organizzata dall’agenzia.

La parte nord-orientale è ormai costellata di alberghi enormi, anche nelle vicinanze del mare (vicino a Faliraki mi è capitato di vederne uno in costruzione proprio dietro a quella che prima era una bella spiaggia; un cantiere dietro i bagnanti !); questa situazione consiglia a chi alloggia in questi alberghi di spostarsi in altri luoghi per godere appieno delle bellezze dell’isola . Io fortunatamente ero al Blu Club Lippia, vicino all’abitato di Afandou, in una zona molto meno sfruttata dal punto di vista edilizio e con una lunghissima spiaggia di sabbia e ciottoli. In ogni caso abbiamo girato un pò, sfruttando anche la posizione favorevole del nostro alloggio. Infatti ci trovavamo nelle vicinanze della famosa baia di Anthony Quinn (dove è stata girata una scena del film “I cannoni di Navarone”) oltre che a metà strada tra le belle città di Lindos e di Rodi. Non lontane anche altre belle spiagge (Tsambika e Stegna su tutte) oltre che la rinomata Valle delle Farfalle (Petaoloudes in greco).

L’escursione più lunga è stata a Prassonissi, sull’estremità meridionale dell’isola. Un posto bellissimo: da una parte il Mar Egeo, dall’altra il Mar Mediterraneo, con una striscia di sabbia larga qualche centinaia di metri a dividere i due mari.

Purtroppo non siamo riusciti a vedere la parte nord-occidentale (che si dice sia molto più ventilata, ma con spiagge meno affascinanti).

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